CORPI MOBILI VITREALI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa sono i corpi mobili?
I piccoli corpi mobili che molte persone riferiscono di vedere nel proprio campo visivo vengono chiamati tipicamente "mosche volanti". I corpi mobili risultano particolarmente evidenti quando la persona rivolge lo sguardo verso superfici chiare (come pareti bianche e cielo azzurro). I corpi mobili non sono altro che piccoli addensamenti del "gel" che costituisce il vitreo, ovvero la sostanza gelatinosa (simile all'albume dell'uovo) che riempie l'occhio.

Sebbene il paziente abbia la sensazione di vederli sulla superficie oculare in realtà sono flottanti all'interno del vitreo e la loro percezione è dovuta alla proiezione sulla retina, ovvero sulla "pellicola fotosensibile" dell'occhio.

La comparsa delle mosche volanti, che possono anche avere forma di anello, di linee, di ragnatele, ecc. può indurre notevole preoccupazione al paziente, specie se il problema insorge improvvisamente. Comunque, di solito, i corpi mobili fanno parte dei fisiologici processi di invecchiamento oculare e hanno scarsissima rilevanza clinica. Tali problemi compaiono con maggiore frequenza nei miopi e dopo intervento di cataratta.

Quando i corpi mobili possono avere importanza clinica?
Allorchè il gel vitreale esercita una trazione sulla retina può essere "strappata" e ciò può causare la comparsa di un minimo sanguinamento intraoculare che si manifesta sotto forma di nuovi corpi mobili vitreali. Se la rottura determina un distacco di retina il quadro può risultare molto serio. Più raramente i corpi mobili sono la conseguenza di fenomeni infiammatori endovitreali o di depositi di cristalli dentro il vitreo. Senza una visita oculistica approfondita non è pero possibile determinare la loro natura.

Cosa si può fare?
I corpi mobili talora interferiscono con la visione, specialmente durante la lettura, e possono creare notevoli fastidi. Se un corpo mobile compare direttamente lungo l'asse visivo, la cosa migliore è muovere l'occhio verso destra o sinistra o meglio ancora verso l'alto o il basso in modo da far si che il corpo mobile si sposti e non dia più fastidio.

Che cosa causa i lampi di luce?
Il gel vitreale che riempie il bulbo oculare talora esercita trazioni sulla retina. Ciò causa la comparsa di flashes o di lampi luminosi in assenza di un vero stimolo luminoso. La stessa sensazione si ottiene quando una persona comprime l'occhio e vede le "stelle". Quando si verifica un distacco di vitreo dalla retina ed il vitreo si coarta (specie in soggetti di età superiore ai 50 anni) i lampi di luce possono apparire o scomparire per diverse settimane. In questo caso non rivestono una particolare pericolosità; se invece si presentano assieme a un gran numero di nuovi corpi mobili e a un restringimento del campo visivo (una specie di tenda che ostruisce il campo visivo), è opportuno recarsi immediatamente dall'oculista per valutare l'eventuale presenza di una rottura o di un distacco di retina.

Lampi di luce che invece si presentano come "onde di calore" in entrambi gli occhi e durano 10-20 minuti sono dovuti ad uno spasmo dei vasi sanguigni. Se l'episodio, associato a riduzione o scomparsa del campo visivo, è seguito da mal di testa si parla di cefalea oftalmica.

In caso di corpi mobili o di lampi di luce è importante fare una visita?
Di solito i corpi mobili o i lampi di luce non sono indice di gravi problemi oculari. Se però aumentano in frequenza e/o intensità in un breve periodo di tempo è importante effettuare un'accurata visita oculistica con esame del fondo oculare.

Domande comuni
Cosa sono i corpi mobili?
Trattasi di formazioni opache o semiopache che compaiono nell'ambito del campo visivo.

Possono interessare persone di tutte le età?
Si. Sono comunque più frequenti nei miopi (anche giovani) e nelle persone di età superiore ai 50 anni.

Cosa causa i corpi mobili?
I bulbi oculari sono ripieni di una sostanza gelatinosa (il vitreo) che ha lo scopo di provvedere alla nutrizione, di mantenere la forma e di favorire la focalizzazione dei raggi luminosi. Spesso particelle proteiche flottano nel vitreo e talora, aggregandosi, possono dare origine a formazioni più grosse che costituiscono i corpi mobili. Ciò si verifica più facilmente nei miopi e dopo i 50 anni di vita. Talora la comparsa di corpi mobili può conseguire a traumi.

Come si presentano?
Tipicamente il paziente riferisce di vedere, specialmente su sfondo chiaro e osservando il cielo azzurro, dei corpi mobili (mosche, zanzare, ragnatele) che si muovono nel campo visivo. Tali formazioni caratteristicamente seguono l'occhio nei suoi movimenti.
                            

La seguente immagine illustra piccole mosche volanti in movimento.

Un'illustrazione di un campo visivo molto compromesso dalle miodesopsie.

Mosche volanti a forma di stella molto comuni.

Grossi filamenti che passano davanti al campo visivo.

Macchia nera molto evidente al centro del campo visivo.

Questa foto e' la ricostruzione del campo visivo di una persona anch'essa affetta da miodesopsie in entrambi gli occhi.

Miodesopsia ingrandita al computer.

Campo visivo di un paziente affetto in maniera molto grave da miodesopsie.

Altra illustrazione di questa terribile problematica.












Come si fa la diagnosi?
E' sufficiente una visita oculistica con esame del fondo oculare tramite uno strumento che si chiama oftalmoscopio. Lo specialista potrà così essere più preciso circa la loro natura.

I corpi mobili possono essere causa di perdita della vista?
Di solito i corpi mobili sono l'espressione di una fisiologica degenerazione del vitreo per cui sono reperti "normali". Più raramente possono essere la manifestazione di quadri più gravi per cui rappresentano la spia di un problema più grosso.

Possono essere prevenuti?
No, in quanto nella maggioranza dei casi la loro formazione è la conseguenza di fenomeni fisiologici a carico del vitreo.

Attualmente non esistono farmaci specifici per il trattamento delle miodesopsie. L'asportazione chirurgica del vitreo (vitrectomia) è in grado di eliminare le miodesopsie ma questa procedura è sicuramente sproporzionata, non solo per i rischi che essa comporta, ma anche perché appare ingiustificato privare per sempre l'occhio delle funzioni del vitreo per curare questa patologia.

Nella pratica clinica oculistica trova larghi consensi anche un intervento terapeutico di supporto a base di aminoacidi, vitamine, sali minerali ed estratti vegetali che possa contrastare i meccanismi biochimici alla base della degenerazione del vitreo e mantenere la fisiologica composizione del gel vitreale. Tra gli aminoacidi, la carnitina, la lisina e l'arginina consentono la formazione di collagene di tipo II altamente presente a livello vitreale; estratti vegetali, quali la Bromelina, consentono la protezione delle fibre di collagene dall'attacco di enzimi nocivi (collagenasi e metalloproteinasi); Ginseng e Guaranà elevano la soglia di resistenza dei tessuti vitreali all'azione di agenti nocivi esterni ed hanno ottimali proprietà di ricostituenti psicofisici; infine le Vitamine del guppo B (B1, B2, B6 e B12) sono importanti cofattori in tutte le reazioni metaboliche specifiche anche a livello vitreale.
C'è poi anche la VITREOLISI ENZIMATICA e la VITREOLISI LASER!
La vitreolisi enzimatica, con cui si provoca lo scioglimento del corpo vitreo mediante specifici enzimi come condroitinasi, ialuronidasi e plasmino. Purtroppo anche questo trattamento non manca di pericoli, in quanto può creare dei danni alle altre strutture dell'occhio, tra cui il cristallino, la retina e il nervo ottico.
Da 1985 viene utilizzato il laser,VITREOLISI LASER, con cui si incidono le membrane vitreali allo scopo di eliminare i "corpi mobili", comunque non si tratta di un intervento risolutivo in quanto la sua efficacia varia in funzione al grado di opacità del corpo vitreo. Va anche notato che questo intervento non è suggerito da vari oculisti perché risulta alquanto pericoloso.

OLISTICAMENTE ,comunque ,si può concludere,per fare un discorso dio largo respiro,che tutto sommato il problema dipende dalla degenarazione della sostanze che costituiscono il corpo vitreo, il quale, in alcune zone, si liquefa creando delle zone in cui navigano i cosidetti "corpi mobili". Noi pensiamo che quando una sostanza degenera, a scapito della saggezza propria del nostro organismo, i motivi possono essere riassunti dicendo che:

  1. sono venuti a mancare i nutrimenti necessari,
  2. è stata danneggiata da qualche sostanza anomala e pericolosa, ad esempio dai Radicali liberi.

A nostro giudizio nella maggior parte dei casi queste condizioni si sono create a causa di un forte stress, continuato per qualche tempo. Lo stress, infatti, non permette all'organismo di gestire bene sia la distribuzione dei nutrimenti che lo smaltimento dei rifiuti. Ne consegue un programma di cura o prevenzione che si articola nei punti seguenti:

  • Assicurarsi un apporto quotidiano di Vitamine del Gruppo B (B1, B2, B6 e B12).
  • Cercare di mantenere un buon ritmo sonno-veglia, evitando di accumulare stanchezza.
  • Evitare di esporsi alle radiazioni solari (soprattutto raggi UVA e UVB) senza la protezione di appositi occhiali filtranti.
  • Evitare le situazioni altamente stressanti,cercando di facilitare la soppressioner cerebrale del problema!!!
  • Introdurre nella propria alimentazione buone quantità di cibi che contengano antiossidanti (frutta e verdura meglio se cruda), per contrastare i Radicali liberi: sostanze che accelerano i processi di invecchiamento.
  • I radicali liberi sono pericolosi perché hanno un azione distruttiva nei confronti delle cellule e dei grassi che ne formano le membrane (liperossidazione). Sono anche dannosi nei confronti di alcuni costituenti cellulari come gli zuccheri e i fosfati, gli enzimi e le proteine contenute nel nucleo. Posso persino arrivare a deteriorarne il DNA (acido desossiribonucleico) alterandone le informazioni genetiche.
  • Bere molta acqua a basso residuo fisso, il massimo tollerabile è 50mg per litro (questo valore è sempre riportato sulle bottiglie di acqua minerale). Attenzione, vi sono della acque minerali, reclamizzate per i bambini, che hanno un residuo fisso superiore a 200!.
  • Seguire una dieta povera di grassi animali (burro, formaggi grassi, carni grasse).
  • Utilizzare un buon supplemento alimentare che fornisca gli aminoacidi essenziali utili per rigenerare il collagene di tipo II, che costituisce buona parte del corpo vitreo, tra essi troviamo la carnitina, la lisina e l'arginina. Tra i prodotti validi citiamo il Klaiton dei Laboratori Legren Srl.
  • Utilizzare qualche estratto vegetale come la Bromelina.
  • Utilizzare qualche ricostituente che agisca a livello psicofisico com il Ginseng e il Guaranà.
  • Se fate delle attività sportive, state molto attenti ai movimenti che possono provocare eventuali traumi cranici.

MOLTE SOSTANZE SONO QUINDI DI AIUTO:

lisina, arginina, carnitina, potassio,magnesio, vitamine con estratti vegetali.Il Ginseng e Guaranà
 

Il ginseng permette di elevare la soglia di resistenza dei tessuti all’azione di agenti nocivi esterni regolando e ripristinando gli equilibri fisiologici alterati,inoltre ginseng e guaranà hanno ottimali proprietà di ricostituenti psicofisici.La Lisina - Arginina - Carnitina.Gli aminoacidi, come lisina, arginina e carnitina,contribuiscono alla formazione di collagene di tipo II, che è proprio quello presente nel corpo vitreo,e hanno una spiccata azione sulla produzione di energia da parte delle cellule.La Bromelina che riveste importanza non secondaria: consente infatti la protezione delle fibre di collagene che compongono il corpo vitreo dall’attacco enzimatico delle metalloproteinasi e collagenasi che hanno un ruolo nei processi degenerativi vitreali, con degradazione della matrice extracellulare.Il Magnesio e Potassio che permettono rispettivamente il mantenimento dello stato dei tessuti connettivali a cui appartiene il corpo vitreo, la conservazione dei liquidi nelle cellule e un ottimale bilancio idrosalino del corpo vitreo stesso.Le Vitamine del gruppo B infatti l’integrità strutturale del corpo vitreo è assicurata anche dalle vitamine del gruppo B (B1, B2, B6,B12), importanti cofattori in tutte le reazioni metaboliche specifiche.

 

ACIDO LIPOICO
 
Oltre all’attività antiossidante, utile in una patologia in cui è dimostrato il ruolo dello stress ossidativo, l’acido lipoico ha anche un effetto di riduzione sulla glicemia nel sangue, quindi favorevole per il paziente affetto da diabete [Bartlett HE et al Ophthalmic Physiol Opt. 2008;28:503-23]. Tuttavia, i diabetici in terapia ipoglicemizzante, devono utilizzare acido lipoico solo sotto un adeguato controllo specialistico e monitorando costantemente i livelli di zuccheri nel sangue per non incorrere in episodi di ipoglicemia.
L’acido lipoico è contenuto soprattutto nelle cellule ricche di mitocondri, ovvero nelle cellule in cui le richieste energetiche sono elevate e di conseguenza la produzione di molecole ad attività ossidante è particolarmente rilevante. Una disfunzione mitocondriale porta inevitabilmente alla apoptosi delle cellule ad alta richiesta energetica, come lo sono le cellule ganglionari retiniche e i fotorecettori. Pertanto, l’acido lipoico, in virtù delle sue proprietà antiossidanti, legate soprattutto alla capacità di ricostituire le riserve di GSH, può trovare utilità nel trattamento del glaucoma, come complemento alla terapia ipotonizzante [Osborne NN et al, Prog Brain Res. 2008;173:339-52] e nella degenerazione maculare senile
E ovvio, da quanto detto finora, che le proprietà antiossidanti dell’acido lipoico possono risultare utili anche nella prevenzione (non nel trattamento!) della cataratta senile. Dato che la molecola possiede caratteristiche chimicofisiche per penetrare attraverso la cornea, per la prevenzione della cataratta, l’acido lipoico potrebbe essere somministrato anche per via topica oculare. A tale proposito, si ricorda che esiste in commercio un prodotto per uso topico contenente acido lipoico (
Tioretin Collirio, Bioos Italia), anche se lo contiene a concentrazioni molto basse (1 mg/ml) ed è proposto con indicazioni completamente digfferenti.
Dal punto di vista tossicologico, l’acido lipoico è molto ben tollerato anche ad elevati dosaggi, inducendo come unico effetto collaterale un odore sgradevole alle urine. Come avvertenza, va ricordato che possono insorgere interazioni con alcuni farmaci. A parte l’effetto di potenziamento dei farmaci ipoglicemizzanti, l’acido lipoico potrebbe alterare i livelli di ormoni tiroidei: tale effetto è stato osservato solo sperimentalmente [Segermann J et al Arzneimittelforschung. 1991;41:1294-8], ma cautela e attenzione deve essere riservata negli individui che assumono in concomitanza acido lipoico e levotiroxina (Eutirox).
Le terapie servono,in una zona avascolare come quella vitreale,ad impedire nel TEMPO(!!!!!!!) i rimaneggiamenti delle lacune presineretiche perifloaters,che portano spesso ad una SINERESI del vitreo in una sorta di loop infernale(cane che si morde la coda)che colliquando il vitreo dà, per ex vacuo, una maggiore implicazione retinica!!
La degenerazione del gel vitreale CON INTERESSAMENTO PATOLOGICO DELLA RETINA,inizia appunto con la fluidificazione, detta anche sinchisi, che inizia prima nella parte posteriore del corpo vitreo ed in particolare nel quadrante temporale del globo e successivamente si estende all'intero corpo vitreo,con formazione delle cosiddette lacune vitreali,cavità otticamente vuote così dette poiché rassomigliano alle lacune delle sezioni istologiche dei tessuti ossei. Queste cavità hanno un effetto tyndall ridotto o addirittura assente e appaiono scure e poco rifrangenti alla luce. All’interno di queste cavità lacunari si ritrovano aggregati di fibre collagene condensate ed acido ialuronico depolimerizzato.
La seconda fase è rappresentata dalla sineresi,termine che indica la formazione di fibre isolate liberamente fluttuanti, talora intrecciate tra loro e che formano ammassi filamentosi all'interno di ampie zone di liquefazione .
L'acido lipoico(in una posologia specifica,non troppo alta!!!) è l'unico in grado di penetrare in un tessuto avascolare come il vitreo per una interfaccia osmotica con lo stesso e talvolta portarsi dietro come carrier o vettore altre sostanze,presenti in questo integratore, che vengono date insieme ad esso!!
Questa penetrazione comporta nel tempo un riequilibrio delle lacune perifloaters e di quelle presineretiche,non per fare regredire i floaters(cosa impossibile perchè trasformazioni fisico-chimiche e per tanto irreversibili!!!)ma per nonn fare iniziare la degenerazione lacunare sineretica del vitreo!!
Le fibre hanno uno spessore di circa 100 Å e un diametro che varia da 100 a 300 Å; dal punto di vista stereochimico hanno una tripla elica che è formata da circa 1000 aminoacidi per ciascuna catena fibrillare.
Tra gli spazi lasciati dalle fibre si intersecano i Mucopolisaccaridi e gli altri costituenti tra cui le cellule vitree. Queste ultime, originariamente classificate come macrofagi sono chiamate ialociti. Hanno un diametro variabile da 0,2 a 2 millimicron e contengono vacuoli protoplasmatici è a questo livello che interfaccia l'acido lipoico osmoticamente coadiuvato dalle altre sostanze!!

Questa penetrazione comporta nel tempo(!!!!!!!!!!!) un riequilibrio delle lacune perifloaters e di quelle presineretiche,non per fare regredire i floaters(cosa impossibile perchè trasformazioni fisico-chimiche e per tanto irreversibili!!!)ma per nonn fare iniziare la degenerazione lacunare sineretica del vitreo E QUINDI DELL'INTERFACCIA VITREORETINICA .
Finalmente abbiamo un integratore OMNICOMPRENSIVO che arriva dalla REPUBBLICA DI SANMARINO(NORMORETINAL)he,per i prodotti naturali che contiene,è particolarmente adatto per i CORPI MOBILI VITREALI e per le implicazioni retiniche ad essi correlati tanto da essere consigliato,come aiuto, anche nelle degenerazioni retiniche e tappetoretiniche e nelle patologie vascolai reiniche:TROMBOSI RETINICHE !!!
E' prodotto dal Centro Internazionale di Prevenzione e Cura - Medicalage

(Centro Internazionale di Prevenzione e Cura - Medicalage)

http://www.medicalage.sm/chisiamo_azienda.html


http://www.medicalage.sm/contatti.html


Il Centro Internazionale di Prevenzione e Cura di San Marino è una struttura leader nel settore della medicina Biologica ed Integrata, si avvale di una qualificata presenza di professionisti ed offre una gamma completa di trattamenti.
Via F.da Montebello, 5 - 47892 Gualdicciolo
Repubblica di San Marino
Tel 0549 911 395
fax 0549 957 013
Mi sembra di capire però che per il momento,per poter avere il NORMORETINAL bisogna contattare direttamente il CENTRO!!
Visto i suoi 19 elementi costitutivi,tra cui ovviamente anche l'ACIDO LIPOICO,tutti strettamente correlati con l'anabolismo vitreale e retinico,speriamo che sia stato messo a punto un integratore UNICO che possa fare al caso nostro!!
I componenti sono 19 sostanze naturali che hanno tutte un OTTIMO atteggiamento rigenerativo sia a livello della retina che del nervo ottico!!!
Io le ho sperimentate tutte uno alla volta e vederle tutte insieme è quasi una speranza avveratasi!!
In Italia un simile prodotto sarebbe costato un'enormità.....in effetti non ne conosco il prezzo però!!!!

POSOLOGIA:
2CPR/DIE;1 A PASTO PRINCIPALE PER 14 GIORNI:
DOPO
1 CPR/DIE

 


 
 

DISTACCO VITREALE 
    
 
   
DI SANMARINO
Il distacco posteriore di vitreo, che anatomicamente è la separazione tra la densa corteccia posteriore del vitreo (formata da fibrille collagene tipo II e la ialoide) dalla membrana limitante interna della retina, comincia generalmente al polo posteriore portandosi poi in anteriormente interessando tutto il vitreo sino alla sua base che rimane aderente. Se il distacco del vitreo avviene in maniera anomala (ossia la iaoloide rimane attaccata alla retina con una parte della corteccia vitreale) si realizza una vitreoschisi fenomeno noto ma non completamente chiarito, che gioca sicuramente un ruolo nella patogenesi del pucker maculare, della proliferazione vitreo-retinica e nei dei fori maculari . Infatti il distacco posteriore di vitreo, sebbene evento fisiologico, indolore e quanto sopradetto, è un momento particolarmente critico per l’occhio potendosi verificare, al momento della sua realizzazione, una lacerazione retinica che potrebbe evolvere in un distacco di retina condizione oculare che necessita di intervento chirurgico non sempre esente da ulteriori complicazioni . Infatti, circa il 15% dei pazienti con distacco acuto del vitreo sintomatico (associato a lampi, numerosi corpi mobili e/o appannamento della vista) presenta delle rotture retiniche periferiche e se si associa emorragia vitreale il rischio di avere delle lacerazioni retiniche sale al 70%. Quindi la percezione di una miodesospsia, piccola o grande che sia, necessita di un accurato controllo del fondo oculare da parte dell'oculista che dovrà essere ripetuto a circa 4-6 settimane di distanza in caso di distacco di vitreo incompleto o lesioni periferiche della retina a rischio. 

VITREOLISI FARMACOLOGICA E LASER

vitreolisi di farmacologiaoculare

La vitreolisi farmacologica è un approccio farmacologico relativamente nuovo che ha come finalità quella di facilitare la rimozione del vitreo durante gli interventi chirurgici di vitrectomia, migliorandone in tal modo i risultati e diminuendone le complicanze. Lo scopo della vitreolisi farmacologica è quello di frammentare la struttura vitreale, riducendo le dimensioni delle macromolecole che lo compongono (principalmente acido ialuronico e collagene) e di indebolirne l’aderenza con la superficie retinica. Questo permetterebbe di ridurre complicanze intra e post-operatorie quali rotture retiniche, cataratta ecc. ed indirettamente, rendendo l’intervento meno traumatico e più breve, ridurrebbe il rischio di endoftalmiti.
Nella vitreolisi sono stati testati diversi enzimi proteolitici (da cui il termine vitreolisi enzimatica che spesso viene utilizzato per indicare la vitreolisi farmacologica) sfruttandone le proprietà dirette o indirette di degradare la struttura macromolecolare del vitreo, per promuoverne la liquefazione e e, quindi, facilitarne la rimozione.

La seguente tabella riassume quanto noto in campo di vitreolisi farmacologica:
E’ bene ricordare che la vitreolisi è un ausilio farmacologico alla chirurgia vitreale: non possiede un livello di efficacia e sicurezza tale da prospettarne un prossimo impiego nel trattamento medico delle miodesopsie. Inoltre, tutti questi farmaci sono proteine di notevoli dimensioni molecolari, non in grado di attraversare le pareti bulbari né all’instillazione, né per infiltrazione loco-regionale (peri- o retrobulbari), pertanto necessitano di una somministrazione per via intravitreale.
VITREOLISI LASER.

In quei pochi casi di opacità presenti nelle regioni anteriori, quelle più distanti dalla retina, è possibile frantumare l’addensamento con un tipo particolare di YAG laser, in qualche minuto e senza disagi o rischi particolari.
Già nel 1985 il Prof. Frank Fankhouser sperimentò con successo la possibilità di utilizzare il YAG laser per il trattamento delle opacità vitreali che viene tutt'oggi usato (il LASAG e Microruptor II Neodymium-Yag che rispetto ad altri YAG laser presenta una magior precisione di messa a fuoco e con uno spot di soli 6 micron garantisce maggior sicurezza per la retina).
La metodica non è risolutiva, in quanto è in grado di "spezzare" le opacità vitreali, ma non di eliminarle. Rimane quindi una tecnica praticabile in casi selezionati che espone a possibili rischi di interessamento retinico ed è praticata da pochi oculisti.
Le moderne apparecchiature YAG laser, a nano-secondo, emettono impulsi troppo pericolosi per la retina che a causa dello shock provocato potrebbe subire un distacco.
Negli anni 80 e fino ai primi anni 90, esistevano in commercio i laser a pico-secondo, capaci di emettere 1000 impulsi al secondo della durata di un millesimo di miliardesimo di secondo (10^-12 sec), studiati e commercializzati per il trattamento delle cataratte,
Questi laser, denominati ISL (Intelligent Surgical Laser), benché si dimostrarono inefficaci per il trattamento delle cataratte, offrivano un grado di sicurezza enorme per il trattamento delle opacità vitreali poiché l'impulso emesso non risultava pericoloso per la retina.
Alcuni medici riportano un uso molto diffuso del laser per il trattamento delle opacità vitreali negli anni 80, calato notevolmente con la dismissione delle ultime apparecchiature rimaste in circolazione.
Verso la meta' degli anni '90 infatti, la casa produttrice del laser ISL e' stata comprata dall'Intralase, che produce solo laser per chirurgia refrattiva e quindi si e' perso anche l'ultimo modello di tali laser, che oggi non vengono piu' prodotti.
I pochi medici che oggi offrono un trattamento alle miodesopsie, utilizzano un YAG laser per capsulotomia (per le cataratte secondarie) a nanosecondo modificato a mano per operare nel vitreo. Nonostante ciò nessuno di essi riferisce di aver mai riscontrato problemi retinici nei propri pazienti.


N.B.:

IO NON PRATICO PIU' E NON COSIGLIO I SISTEMI DI VITREOLISI FARMACOLOGICA E LASER 


 

 

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